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Cinema e... disobbedienza

The Stanford Prison Experiment (2015)

The Stanford Prison Experiment è un film del 2015 diretto da Kyle Patrick Alvarez.

Il film è incentrato sull'esperimento carcerario di Stanford, condotto nel 1971 dallo psicologo statunitense Philip Zimbardo presso l'Università di Stanford. Tra gli interpreti principali figurano Billy Crudup, Ezra Miller, Michael Angarano, Tye Sheridan, Johnny Simmons e Olivia Thirlby.

Sull'esperimento carcerario di Stanford, negli anni precedenti, sono stati realizzati due film; The Experiment - Cercasi cavie umane (2001) e The Experiment (2010).

Trama

Il  professore di psicologia Philip Zimbardo dell'Università di Stanford conduce un esperimento psicologico per verificare l'ipotesi che i tratti della personalità dei prigionieri e guardie sono la causa principale del loro comportamento abusivo. Nell'esperimento Zimbardo seleziona ventiquattro studenti maschi per partecipare ad una simulazione della vita carceraria per 7-14 giorni facendo loro assumere i ruoli di prigionieri o di guardie. Riceveranno 15 $ al giorno. L'esperimento è condotto in una finta prigione situata nel seminterrato di Jordan Hall, l'edificio di psicologia dell'università. Gli studenti nel ruolo di guardie ben presto tendono ad abusare del potere loro attribuito e, in un certo senso, accade la stessa cosa al prof. Zimbardo. Due studenti che svolgono il ruolo di prigionieri abbandonano presto l'esperimento che verrà bruscamente interrotto dopo solo sei giorni, in seguito all'intervento della dott.ssa Christina Maslach (esperta di Burn out), allora compagna del professore che, vedendo quei ragazzi in catene con la palla al piede, gli disse "quello che stai facendo a quei ragazzi è terribile!". Quella frase (come si legge ne "L'Effetto Lucifero") risuonò come uno schiaffo in faccia al ricercatore. Da quel momento qualcosa nella mente del ricercatore si era risvegliato.

Produzione

Il progetto di realizzare un film sull'esperimento carcerario di Stanford è stato annunciato nel 2002, quando il produttore Brent Emery ha commissionato a Tim Talbott di scrivere la sceneggiatura. Il progetto è stato rinviato per dodici anni, a causa di mancati finanziamenti e per lo sciopero degli sceneggiatori (2007-2008).

La riprese sono iniziate a Los Angeles il 19 agosto 2014, sotto la produzione di Sandbar Pictures e Abandon Pictures.

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Experimenter (2015)

Fino a che punto siamo pronti a obbedire a chi ci dà un ordine? Da cosa dipendono le scelte che prendiamo se non da noi stessi? Quali sono le linee di confine tra crudeltà ed umanità, tra conformismo ed anticonformismo, tra obbedienza e scelta? 

Nel 1961 lo psicologo sociale Stanley Milgram condusse una serie di controversi esperimenti comportamentali all'Università di Yale al fine di fornire delle risposte o, per lo meno, studiare le dinamiche sottese al paradigma scientifico dell'obbedienza all'autorità. Gli esperimenti coinvolgevano gente comune, a cui veniva fatto credere di inviare scosse elettriche ad altre persone, al fine di testare il facile condizionamento dell'essere umano nei confronti dell'autorità. 

Il film "Experimenter" del regista Michael Almereyda (autore di film di grande successo, come "Twister", "Another Girl Another Planet", "Nadja", "Hamlet" e "Paradise", tra gli altri) racconta la storia vera, riportandoci all'Università di Yale nel 1961, quando lo psicolo sociale Stanley Milgram (Peter Sarsgaard) condusse i suoi controversi esperimenti comportamentali la cui etica venne duramente contestata. Furono le dichiarazioni del nazista Adolf Eichmann al Processo di Gerusalemme (sono un "grigio burocrate che eseguiva solamente gli ordini dei gerarchi importanti”) a stupire Milgram, tanto da essere indotto a progettare un esperimento capace di esplorare le dinamiche psicologiche dell’obbedienza.

Eichmann era tutt’altro che un “grigio burocrate” e Milgram lo sapeva bene, ma ciò che gli interessava di sapere era in che misura quella dichiarazione poteva avere un fondo di verità. Riuscì, infatti, per primo a capire che durante l’esperimento i soggetti si percepivano come meri agenti della volontà di un’altra persona, liberandosi così da ogni responsabilità.

“Ho creduto molto nel lavoro di Milgram", ha dichiarato il regista. “All’epoca la gente si sentiva minacciata ed è per questo che la controversia persiste e le persone provano costantemente a demistificarlo. Era un personaggio nobile e in qualche modo eroico che con il suo esperimento ha fatto la storia delle scienze sociali. Le questioni sollevate attraverso i suoi esperimenti sono ancora attuali. Mi piacerebbe che il mio film suscitasse affetto e conoscenza nei suoi confronti”, ha aggiunto.

Ben girato, il film cita minuziosamente le trascrizioni degli esperimenti e riproduce con gran cura nei dettagli sia l’ambiente dell’epoca che gli abiti. In un’ora e mezza di film, il protagonista sale dietro la cattedra (in ogni senso) e permette allo studente/spettatore di assistere ad una vera e propria lezione di socio-psicologia, facendolo restare a bocca aperta in più di un’occasione.

Winona Ryder interpreta Sasha, un’ex ballerina che poi diventerà la moglie di Stanley e che sarà vicina a quell’uomo severamente criticato “per aver messo in discussione il fondamento del nostro senso di benessere”, come lo ha definito il regista. Nel cast ci sono anche Anthony Edwards, Taryn Manning, John Leguizamo, Anton Yelchin e Danny Abeckaser. 

(tratto da: http://www.huffingtonpost.it/2015/10/23/experimenter-michael-almereyda_n_8368720.html)

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L'Onda (2008)

« Una dittatura non sarebbe più possibile? » (Rainer)

L'onda (Die Welle) è un film del 2008 diretto da Dennis Gansel, tratto dal romanzo di Todd Strasser L'onda, a sua volta basato sull'esperimento sociale denominato La Terza Onda (The Third Wave), avvenuto nel 1967 in California.

Durante la settimana a tema, un insegnante di una scuola superiore tedesca, Rainer Wenger, si trova a dover affrontare il tema dell'autocrazia, benché egli avesse preferito quello dell'anarchia, più vicino ai suoi ideali. Gli studenti, inizialmente annoiati dall'argomento, non credono possibile che una nuova dittatura possa essere instaurata nella moderna Germania, poiché la gente ha imparato dagli errori del passato. L'insegnante decide allora di organizzare un esperimento, in modo tale da dimostrare agli allievi come le masse possano essere facilmente manipolate.
Per creare identificazione nel gruppo, viene scelto un nome: "L'onda" ("Die Welle") e viene ideato un apposito logo. Ogni studente dovrà poi indossare una sorta di divisa, costituita da camicia bianca e jeans, in modo tale da rimuovere le distinzioni individuali e di classe. Inoltre viene inventato un saluto, ovvero la simulazione, fatta con il braccio destro, di un'onda. Due ragazze, Karo e Mona, non accettano le decisioni del gruppo e abbandonano l'esperimento, disgustate da come la classe abbia abbracciato in modo acritico gli ideali dell'Onda.
La forza dell'Onda è sempre più dirompente e ben presto il progetto sembra sfuggire di mano al suo stesso ideatore, il quale non riesce a porvi fine (Wenger, infatti, soffrendo di un complesso di inferiorità rispetto agli altri professori, si sentirà estremamente coinvolto dal gruppo, rendendosi "cieco" a quello che il gruppo sta in realtà diventando) prima che esso conduca a tragiche conseguenze.

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