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RICERCA E ARTICOLI

Conducting the Milgram experiment in Poland, psychologists show people still obey

Una replica di uno degli studi più conosciuti sull'obbedienza, l'esperimento di Stanley Milgram, dimostra che anche oggi, le persone sono ancora disposte a danneggiare gli altri in una ricerca sull'obbedienza all'autorità.

A replication of one of the most widely known obedience studies, the Stanley Milgram experiment, shows that even today, people are still willing to harm others in pursuit of obeying authority.

https://www.sciencedaily.com/releases/2017/03/170314081558.htm

CONFORMISMO E OBBEDIENZA.  GLI ESPERIMENTI DI MILGRAM E ZIMBARDO,  LA CRITICA DI HASLAM E REICHER

Il presente articolo tratta il tema del conformismo e una sua particolare espressione: l’obbedienza all’autorità. L’obiettivo è quello di mettere in luce le caratteristiche individuali e di gruppo che favoriscono il cambiamento del comportamento, dei pensieri e dei sentimenti rispetto ad una norma sociale e le condizioni che favoriscono l’obbedienza. 

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DELCURATOLO, C. D. (2016).Conformismo e obbedienza. Gli esperimenti di Milgram e Zimbardo, la critica di Haslam e Reicher. Piesse (http://rivistapiesse.altervista.org) 2 (7-1).

IL FENOMENO DELL'INFLUENZA SOCIALE COME OBBEDIENZA ALL'AUTORITÀ

Lo studio di Stanley Milgram e la replica di Jerry M. Burger

Il presente articolo tratta il tema dell’influenza sociale e una sua particolare manifestazione: l’obbedienza distruttiva all’autorità. L’obiettivo è quello di mettere in luce come le persone possano essere condizionate nel mettere in atto comportamenti antisociali e aggressivi perché influenzate dalla presenza di una fonte autoritaria. A tal fine verranno illustrati l’esperimento di Stanley Milgram (1963, 1974) sull’obbedienza all’autorità e la replica compiuta a distanza di più di 40 anni da Jerry M. Burger (2009). 

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DA SACCO, E. (2015). Il fenomeno dell'influenza sociale come obbedienza all'autorità. Piesse (http://rivistapiesse.altervista.org) 1 (3-1).

IO NON MI ADEGUO! FENOMENOLOGIA DEL WHISTLEBLOWER

Con il termine whistleblower (lett. soffiatore di fischietto) si fa riferimento a un individuo che, internamente o esternamente all’organizzazione in cui lavora, rivela errori o comportamenti scorretti commessi all’interno della stessa, i quali rappresentano un danno o pericolo per la comunità.

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da State of Mind di Mauro Grillini

L'ETICA AUTORITARIA/ETICA UMANISTICA: UN CONFLITTO PERENNE

Giuseppe Tomai - Nuovi Orizzonti n. 14 - Anno VII - Luglio-Dicembre 2015

Il principio di autorità nelle sue forme peggiori ha imperversato fin dagli inizi della storia dell'uomo. Anche oggi la nostra vita è impregnata di questo tipo di potere fatto di individualismo e competizione esasperata, antagonismo, egoismo, dominio. Si tratta di un ostacolo, spesso insuperabile per i giovani, che si frappone all'apprendimento dell'etica umanistica. Secondo l'etica autoritaria è un'autorità esterna (Dio, lo Stato, la Scienza, il capufficio, l'insegnante, il genitore, ecc.) che ha il compito di definire ciò che è bene per le persone, le regole di condotta e le finalità da perseguire. L'etica umanistica è, al contrario, dalla parte dell'uomo. In che senso? Nel senso che ha per obiettivo il bene della persona. Vengono quindi ascoltati la natura profonda dell'essere umano, i suoi vissuti, i suoi sentimenti. A differenza dell'etica autoritaria, che vede l'uomo fondamentalmente come "cattivo", l'etica umanistica ha il suo fondamento in una visione positiva e paritaria dell'uomo. Il conflitto tra queste due etiche è un fenomeno che si ripete periodicamente quasi a dimostrare che una parte dell'umanità non riesce a progredire in chiave umanistica. Leggi tutto

ABSTRACT

The principle of authority in its worst form has been overflowing since the beginning of human history. Even today, this kind of power, composed of outrageous individualism and competition, antagonism, selfishness and domination, overflows our lives. It is an obstacole, often seen as insurmontable by young people, which comes between them and their learning humanistic ethics. According to authoritarian ethics, it is up to an external authority (God, the State, the Science, the boss, the teacher, parents, etc.) to establish what is good for people, which are the rules of conduct and which aims are to be pursed. In reverse, the humanistic ethics is on the side of humans. What does it mean? It means humanistic ethics exist for the good of the person: therefore, his profound nature, his experiences, his feelings are all taken into consideration. In contrast with authoritarian ethics, which considers man as basically "bad", humanistic ethics has its roots in a positive and equal vision of man. The conflict between authoritarian and humanistic ethics is a phenomenon which keeps happening periodically, being sort of a proof that a part of humanity cannot make progress in terms of humanistic ethics. Read more

STUDIARE DA EROI

Articolo di Giovanni Sabato per SCIENZE (vers. italiana di BBC SCIENCE)

Esistono atrocità terribili che finirebbero se chi vi assiste smettesse di essere spettatore passivo e intervenisse. Un progetto nato dal lavoro degli psicologi americani Milgram e Zimbardo è da poco arrivato in Italia: una “scuola di normale eroismo”. Leggi tutto

OBBEDIENZA E DISOBBEDIENZA: DINAMICHE PSICOSOCIALI PER LA DEMOCRAZIA

Tesi di DOTTORATO DI RICERCA in Psicologia Sociale, dello Sviluppo e delle Organizzazioni

Presentata da: DAVIDE MORSELLI - Relatore Prof.ssa Giuseppina Speltini (Università di Bologna)

Questa ricerca parte dall’obiettivo ambizioso di mostrare empiricamente come la disobbedienza all’autorità non sia in contrasto con il senso, la logica e le prassi della democrazia. Nel corso del secolo scorso, infatti, la psicologia sociale si è impegnata lungamente e approfonditamente ad indagare quali meccanismi psicologici e sociali possano essere considerati lesivi per la democrazia. Le tendenze autoritarie, gli atteggiamenti di dominanza sociale e l’obbedienza incondizionata all’autorità sono passate sotto le lenti della psicologia sociale e politica; nonostante i diversi approcci, è convinzione di numerosi studiosi che anche in ambienti democratici si possano sviluppare i semi dell’autoritarismo, esponendo le nostre società ai terribili crimini di cui siamo stati testimoni durante la Seconda Guerra Mondiale e che, nonostante tutto, continuano a ripetersi sia in contesti estremi (basti pensare a Srebrenica, al Rwanda, ad Abu Grahib) che in situazioni ordinarie (tristemente celebre è il caso della Ford Pinto). Sorprendentemente, un esiguo numero di studi ha cercato di indagare se, e sotto quali circostanze, la controparte dell’obbedienza, la disobbedienza, possa salvaguardare la democrazia. Tuttavia, asserire che l’obbedienza rappresenti una minaccia alla democrazia e la disobbedienza possa costituire di per sé una sua garanzia risulta alquanto semplicistico e poco realistico. In questa tesi si cercherà di mostrare come obbedienza e disobbedienza, con i loro aspetti sia costruttivi sia distruttivi, possano interagire tra loro per preparare il terreno su cui erigere una vita sociale democratica. 

SFIDARE O NON SFIDARE: UNO STUDIO SPERIMENTALE SULLE DINAMICHE DELLA DISOBBEDIENZA E DELLA DENUNCIA

(To defy or not to defy: An experimental study of the dynamics of disobedience and whistle-blowing)

Piero Bocchiaro, Philip G. Zimbardo & Paul A. M. Van Lange (2012)

La ricerca scientifica in ambito psico-sociale si sta interessando alla figura del disobbediente ed, in particolar modo, a quei personaggi che non soltanto disobbediscono alle autorità ingiuste ma, addirittura, denunciano abusi di autorità e nefandezze del sistema. Queste figure, denominate «whistleblower», sono il principale oggetto di studio del progetto di ricerca realizzato dal gruppo scientifico formato da Piero Bocchiaro, Philip G. Zimbardo e Paul A. M. Van Lange.  Leggi tutto

ABSTRACT

This study introduces a new paradigm for investigating the dynamic processes of disobedience between individuals and unjust authority. Our experimental setting allowed participants (n = 149) to deal with an unethical request by the experimenter with options of (dis)obeying or “blowing the whistle”. Results revealed that the majority (77%) complied while the minority was split between those refusing (14%) and those reporting the misconduct to higher authorities (9%). No significant differences were found in personal characteristics and dispositional variables distinguishing between obedient, disobedient, and whistleblower participants. An independent sample (n = 138), when asked to predict their behavior, gave exactly the opposite reaction to our experimental participants: Only 4% believed they would obey that authority. Read more

Defying Unjust Authority: An Exploratory Study

Piero Bocchiaro, Philip G. Zimbardo

ABSTRACT

This research explores the psychological factors potentially involved in fostering disobedience to an unjust authority. Our paradigm was modeled after that of the Utrecht Studies on Obedience (Meeus and Raaijmakers European Journal of Social Psychology 16:311-324, The following popper user interface control may not be accessible. Tab to the next button to revert the control to an accessible version.Destroy user interface control1986) in which participants are ordered to give each of 15 increasingly hostile comments to a participant/victim whenever he fails a trial. Although 30% of our sample followed commands to insult the other participant (confederate), the majority did refuse to do so at some point in the escalating hostility sequence. Our procedure utilized conditions known from prior research to increase the ratio of disobedience to obedience: proximity of teacher to learner plus remote authority. In order to better understand some of the cognitive and affective processes that may predict such defiant behaviour, we utilized a variety of measures, among them, behavioural observations, individual difference assessments, and in depth post-experimental interviews.

Conformity, Obedience, Disobedience: The Power of the Situation

Piero Bocchiaro and Adriano Zamperini

From the beginning social psychology has concerned itself, from different perspectives, with processes of social influence, producing an imposing amount of research. Given this vastity and heterogeneity, it is opportune to restrict the sphere of these studies, to understand better their specific nature. Social influence can be assessed in all situations where there are two “social entities” (two people, two groups, a person and a group), where one is the source of influence and the other the target; both interact through an “object” which can be an opinion or a behaviour. The purpose of these studies is to reveal whether the reactions of people faced with a certain social object can change in terms of the relationship engaged in and how, in the present chapter, to what the phenomena of conformism and obedience are connected.

Conformism can be defined as the change in thinking, feeling or acting following pressure, real or imaginary, exercised by the group (Moghaddam, 1998). Obedience is instead that modification that is manifested carrying out the instructions issued by figures given authority. The two phenomena are connected (often conformism is a mental direction more easily inclined towards obedience) and both imply the themes of independence and submission. For sure living in a society we develop a sense of dependence on others as regards the way of understanding and acting in social reality. We can sometimes reach an authentic shared consensus, other times no. There are situations in which we cannot freely express our ideas, and this activates our resources in order to affirm ourselves and our values. Instead others can resign themselves and become submissive, even coming to the point of aligning themselves with their oppressor. Analyzing similar situations enables us to distinguish the presence or the forming of binding forces in the social environment, just like the forces that individual people put into action to resist coercion.

Conformism and obedience are not necessarily negative phenomena. The list of their positive aspects is decidedly long. In fact, without conformism and obedience social life would be governed by chaos. We could not circulate in the streets nor even hold a civil conversation. However in the present chapter we shall concern ourselves mainly with their negative consequences. Starting from the analysis of what is the basis of conformism and obedience: the formation of social norms.

Authority relationships between obedience and disobedience

Stefano Passini, Davide Morselli

ABSTRACT

Recent episodes of public dissent (such as the demonstrations against G8 policies) raise the issue of the psychological processes triggered in obeying and disobeying the authority. Even if obedience to authority is an important aspect of social life and it plays a key role in maintaining social order, the concept of obedience has been studied in social psychology mainly in terms of its destructive aspects. Besides, most of the studies have overlooked the role of disobedience in the authority relationship. Disobedience may be conceived of as a protest that undermines the legitimacy of the authority or it can represent an instrument for controlling the legitimacy of the authority’s demands, becoming a factor protecting against authoritarianism. In this article, a new perspective on the study of the relationship between the individual and the authority is put forward, considering obedience and disobedience as parallel concepts, each having constructive and
destructive aspects.

2008 Elsevier Ltd. All rights reserved.

The obedience–disobedience dynamic and the role of responsibility

Stefano Passini, Davide Morselli

ABSTRACT

Obedience has been thoroughly studied in social psychology, both in its positive and negative aspects. Nevertheless, in these empirical studies disobedience has been considered to be the opposite of obedience and indeed its negation. Instead, some recent studies suggest that if obedience to authority is important in ensuring the continuity of social and group life, disobedience is crucial, under some circumstances, in stopping the authority relationship from degenerating into an authoritarian relationship. In this perspective, disobedience may be conceived of as a protest undermining the legitimacy of authority, or else it can represent an instrument of the community for controlling the legitimacy of the authority's demands, becoming a factor safeguarding against authoritarianism. The aim of the present study was to empirically verify the dynamics existing between disobedience and obedience. The results show that people who attach importance to both obedience and disobedience in the relationship between the individual and society recognize the importance of democratic values and consider themselves responsible for the defence of human rights. Instead, people who only recognize the value of obedience and consider disobedience as a threat to the status quo are more authoritarian, individualistic people.

Copyright © 2009 John Wiley & Sons, Ltd.

Spettatori del male. Dalle tenebre della storia alla società contemporanea

INCONTRO CON ADRIANO ZAMPERINI, 20 FEBBRAIO 2004

Adriano Zamperini è Professore di “Psicologia sociale” e di “Relazioni interpersonali nei contesti organizzativi” alla Facoltà di Psicologia dell'Università di Padova; svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Psicologia Generale della medesima università. I suoi interessi sono rivolti in modo particolare alla comprensione del comportamento umano in situazioni estreme (come nel genocidio) e all'estensione di queste conoscenze al mondo della scuola per la formazione alla convivenza e alla tolleranza. Fra le sue ultime pubblicazioni: Psicologia sociale della responsabilità, Utet, Torino, 1998;
Psicologia dell'inerzia e della solidarietà. Lo spettatore di fronte alle atrocità collettive, Einaudi, Torino, 2001; Psicologia sociale, Einaudi, Torino, 2002 (con I. Testoni). Ha curato, apportando contributi personali, l'edizione italiana di classici della psicologia, tra cui: W. Reich, Psicologia di massa del fascismo, Einaudi, Torino, 2002; S. Milgram, Obbedienza all'autorità, Einaudi, Torino, 2003.
È tra i fondatori e Presidente della Società Italiana di Scienze Psicosociali per la Pace.

Totò, altro che qualunquista 
Nel 1967 moriva uno dei più straordinari attori italiani, a lungo e ingiustamente osteggiato dalla critica e oggi rivalutato. La sua divisione del mondo in Uomini e Caporali ha anticipato di mezzo secolo la polemica sulla Casta 
di Goffredo Fofi 
la Repubblica, 22 novembre 2007